Taobuk

Le fascinazioni della letteratura unite alla bellezza di un luogo unico al mondo. È l’equazione perfetta di Taobuk, festival letterario internazionale, che raccoglie la tradizione di Taormina quale capitale cosmopolita della letteratura, e delle arti in genere, rifugio di personalità eccentriche ed eccellenti, da Tennesse Williams a Truman Capote, da Picasso a Richard Strauss.

Il Festival è ideato e diretto da Antonella Ferrara.

Ogni anno Taobuk sceglie un tema, attorno al quale prende forma il calendario di incontri, con il concorso di autorevoli scrittori, pensatori ed artisti, in un serrato fluire di idee, novità.

Al centro della kermesse la letteratura, attraverso il punto di vista di scrittori internazionali. Il cartellone di Taobuk, tuttavia, si impreziosisce anche di mostre, spettacoli teatrali, pièce di danza e retrospettive cinematografiche, in suggestive location, prima fra tutte il Teatro Antico, insieme ai palazzi della Città e ai grandi alberghi.

PADRI E FIGLI È BEN PIÙ CHE IL TITOLO DELLA SETTIMA EDIZIONE DEL TAORMINA BOOK FESTIVAL.
È UN INVITO A GENERARE E CONDIVIDERE IDEE E OPINIONI SUL PROCESSO DELLA TRASMISSIONE DI VALORI E IDENTITÀ, GENERAZIONE DOPO GENERAZIONE.

La “questione” dei padri, come quella dei maestri e delle radici, fa parte del nostro orizzonte comune. Le domande ‘Chi sono’ e ‘da dove vengo’ non sono scisse. Chiedersi da dove veniamo significa fare un bilancio di ciò che c’è stato prima, di quello che ci è stato lasciato in eredità. Pensare sè stessi è innanzitutto pensarsi al passato.
La storia - come ci è insegnato - nasce proprio dall’atto di disubbidienza di un progenitore, a sua volta figlio, che disattende a un precetto per puro desiderio di conoscenza. Ma un padre è anche “un figlio che ha un figlio”, come scrive Pasolini nell’Affabulazione e il “gioco della paternità” è un gioco combinatorio delle identità multiple. Nella dialettica maestro-discepolo c’è la stessa tensione che in quella padre-figlio: a chi riconoscere l’autorevolezza di un magistero chiamato vita? Chi sono i maestri di oggi? Padri sono anche quelli che falliscono, nel durissimo giudizio storico di Pirandello espresso ne I vecchi e i giovani, romanzo in cui i padri «si trovano a essere responsabili degli scandali, della corruzione e del malgoverno dei giovani».
Domandarsi da dove veniamo, significa sapere cosa abbiamo ricevuto in eredità dal passato e cosa vogliamo essere pronti a rendere alle generazioni future, in un delicatissimo passaggio del testimone che si chiama civiltà. Il problema delle radici, connesso a quello delle prospettive, dell’eredità che si vuole lasciare, del pensarsi futuro attraverso le generazioni, continua ad echeggiare nella frase di Lev Tolstoj: “Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radici in altri”. Al Festival tenteremo di farci alcune di queste domande, ascoltando anche le risposte che ci daranno gli scrittori e gli artisti che amiamo, dalla viva voce di alcune delle massime personalità del nostro tempo.

Buon Festival a tutti!

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